SAMMARINESI NEL MONDO

février 1, 2011

Tableau des citoyens Saint Marinais résidants en France par Régions en 2007

graphique circulaire de la répartition population de Saint Marin dans le monde (2007)

di San Marino e il fenomeno migratorio

La Repubblica

San Marino è una piccola repubblica, all’interno del territorio italiano, di appena 61 kmq, con 1700 anni di storia e di indipendenza. Un piccolo stato, arroccato su una montagna, il Monte Titano, che nel corso dei secoli XIX e XX è stato coinvolto nel grande fenomeno dell’emigrazione europea ed extraeuropea. Le tappe, i tempi e i modi di questo esodo di massa, che ha investito e trasformato la struttura sociale, culturale ed economica dello stato, sono da diversi anni oggetto di studio del Centro Studi Emigrazione-Museo dell’Emigrante, che ha realizzato una serie di pubblicazioni volte a ricostruire e rivalutare la storia e la memoria dell’emigrazione, che ha rappresentato uno dei tratti più caratteristici della storia contemporanea di San Marino.

Le peculiarità che fanno di San Marino un campione significativo per lo studio dei fenomeni migratori sono legate all’incidenza del fenomeno, all’intensità del turnover e del saldo migratorio e alla permanenza del rapporto con i cittadini all’estero.

Incidenza del fenomeno: l’ottanta per cento delle famiglie sammarinesi ha vissuto, direttamente o indirettamente, una vicenda migratoria di breve o lunga durata in Europa (Italia, Francia, Svizzera, Belgio, Germania) e in paesi extraeuropei (Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Africa, Australia). La chiamata familiare e le catene migratorie sono il risultato dell’insediamento all’estero di interi nuclei familiari provenienti dai nove “Castelli” della Repubblica[1].

Turnover e saldo migratorio: non è stata ancora realizzata una dettagliata analisi del turnover e del saldo migratorio, ma partenze e rientri sono stati una costante nell’emigrazione dei sammarinesi, come emerge in particolare nella memorialistica. La partenza prevedeva, nel progetto migratorio, un breve periodo di lavoro all’estero (dai tre ai dieci anni), il risparmio e il mantenimento della famiglia d’origine, l’investimento nella terra e nella prima casa e, infine, il ritorno. L’insediamento definitivo all’estero, invece, risulta spesso una variante imprevista che ha portato, tuttavia, a stabilizzare all’estero più di 12.000 sammarinesi. Sono stati raccolti e informatizzati fino ad ora circa 40.000 casi relativi alle richieste di espatrio fra il 1835 ed il 1960, che comprendono dati anagrafici, professioni e luoghi di destinazione, nonché circa 5.000 casi di rientro, fra il 1960 e il 1985: una documentazione rara per completezza e spessore temporale, se si pensa che oggi la popolazione sammarinese residente è di oltre 26.000 abitanti.

Il rapporto con i cittadini all’estero: l’emigrante sammarinese ha cercato di mantenere solidi rapporti e legami con la madrepatria. L’istituzione, nel 1907, dell’Ufficio per l’Emigrazione Temporanea in Europa, l’apertura di consolati di San Marino all’estero e la nascita delle prime forme di associazionismo in Francia[2] e negli Stati Uniti[3], confermano la continuità del rapporto. Ne dà testimonianza diretta, anche se enfatica, la lettera inviata nel 1933 dalla società dei sammarinesi di Brignoud alla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri.[4]

Si deve dunque prendere atto che San Marino ha sempre dovuto vivere e convivere con il fenomeno migratorio, i cui esiti si rispecchiano sia nella struttura della sua popolazione – oggi di 39.094 cittadini, di cui 26.555 residenti in territorio e 12.539 all’estero (ivi compresa l’Italia) – sia nelle 25 Comunità di sammarinesi residenti all’estero.


[1] I Castelli sono suddivisioni politico-amministrative che collegano i cittadini allo Stato, presiedute da un Capitano di Castello e da una Giunta.

[2] “Società dei sammarinesi a Brignoud” nel 1931.

[3] “Fratellanza sammarinese” a New York nel 1936 e “San Marino Social Club” a Detroit nel 1938.

[4] “…La bandiera che con tanto affetto l’Eccellentissima Reggenza ci trasmette, ci rende orgogliosi ed essa vien presa in consegna da noi tutti qui sottoscritti con animo reverente e commosso: all’ombra di essa sapremo bene tenerci uniti e mantenere viva la fiaccola che ci accomuna e ci unisce…per noi all’estero è il simbolo della Patria vivente, di quella Patria che non mai dimenticheremo e che pure attraverso le quotidiane lotte per la vita sapremo bene mantenere vivo l’ideale di essa e conservare intatto l’orgoglio di essere sammarinesi…elevando il pensiero reverente e commosso per la nobile nazione che gentilmente ci ospita, formuliamo l’augurio che la nostra Patria sia sempre più bella e più unita facendo formale promessa di bene operare per l’onore e la gloria di essa…”.

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